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Premio GIST 2014 Turismo responsabile e sostenibile. Linee guida



Premessa generale


Dalla fine degli anni Ottanta gli studi e le analisi sull'evoluzione dell'attività turistica a livello mondiale hanno iniziato a soffermarsi in vario modo sugli aspetti della sostenibilità e responsabilità ad essa connesse. Lo hanno fatto in modi diversi, a seconda degli orientamenti culturali, delle destinazioni indagate, dell'approccio scientifico o economico ed anche, ovviamente, delle finalità di cui erano presupposto.
A trent'anni di distanza possiamo dire che questi temi, inizialmente marginali, sono oggi diventati per chiunque operi nel settore o anche solo ne sia partecipe durante le vacanze, centrali e determinanti.
La consapevolezza che solo lungimiranti scelte di natura politica ed economica, oltre che culturale e sociale, in una logica di sostenibilità e responsabilità potranno garantire anche alle generazioni future il turismo in senso pieno come oggi lo intendiamo, si sta affermando anche presso le istituzioni che governano il mondo.


Ragioni e presupposti del premio
Come giornalisti del turismo abbiamo avuto modo negli anni passati di cogliere questa evoluzione nel costume dei viaggiatori e nelle scelte concrete di molti operatori e di ciò abbiamo dato spesso conto nella nostra attività, ma ora abbiamo deciso di fare la nostra parte per una più ampia e duratura affermazione di questi principi e di non esserne solo cronisti, sia pure nell'accezione più nobile del termine: la creazione del Premio GIST per il turismo sostenibile e responsabile risponde a questa scelta. Anche i criteri della sua attuazione rispondono a una scelta, perché abbiamo stabilito di non elaborare all'interno dell'associazione una "nostra" teoria generale dalla quale ricavare poi una griglia di valutazione (e quindi di interpretazione del significato teorico e concreto che per il turismo dovrebbe avere coniugare insieme i termini di sostenibilità e responsabilità) che si aggiungerebbe alle non poche che già sono protagoniste di dibattiti e confronti, ma di trovare un riferimento "istituzionale" che ci sia di guida. Sappiamo che la Commissione Europea sta elaborando una "Carta europea per il turismo sostenibile e responsabile" che fornirà le linee guida raccomandate a tutti gli stati membri e alle organizzazioni nazionali e internazionali che operano nel settore. Il percorso di stesura della carta è iniziato nel giugno 2011 e deve ancora essere perfezionato. Auspichiamo che rappresenti una svolta fondamentale per le politiche di sviluppo del settore per il nostro continente e non solo. Abbiamo pertanto stabilito di desumere i criteri per l'assegnazione dei premi GIST dalla carta stessa, assumendola formalmente come nostro riferimento. Il fatto che il documento attualmente non sia ancora formalmente approvato e che quindi l'attuale stesura disponibile sia un work in progress, ci induce a una procedura ancora informale per la creazione della seconda edizione premio GIST, per cui le candidature non verranno da un concorso ufficiale, ma in base alle segnalazioni meditate dei soci stessi, cui chiediamo però di attenersi alle indicazioni qui allegate nell'effettuarle.


I criteri guida
Premessa ai criteri di riferimento è che per noi devono coesistere sia sostenibilità sia responsabilità, quindi dovremo fare uno sforzo per trovare elementi di valutazione che si rifanno ad entrambe le specifiche. Per intenderci non basta che ci sia la piena sostenibilità dal punto di vista ecologico, per essere selezionati in vista dell'assegnazione del premio. Poi abbiamo stabilito di individuare l'ambito territoriale di riferimento, che per quest'anno resterà limitato all'Italia. Infine riteniamo che tutto il comparto del turismo possa/debba essere esaminato, quindi per questa prima edizione assegneremo i nostri premi nell'ambito di due delle principali macro categorie in cui è strutturato il settore:


a) Ricettività;
b) Organizzatori di viaggio.


Queste macro categorie sono ancora abbastanza vaste da poter rendere complicata la selezione e successiva segnalazione, quindi per quanto riguarda la Ricettività abbiamo deciso di introdurre quattro sottocategorie: 1. green accomodation (agriturismi/bed & breakfast); 2. bio spa; 3. villaggi eco; 4. hotel con gusto, a km zero

Come si può notare abbiamo deciso di analizzare anche le forme di ricettività non convenzionale, formula che raggruppa esperienze di vario genere anche per ragioni legate alle differenti legislazioni regionali che regolano le classificazioni del settore (dai B&B agli agriturismi magari privi di estese attività agricole, ma che ben si integrano nel contesto agricolo circostante, affittacamere o alberghi diffusi ecc.) che si stanno progressivamente diffondendo e affermando perché rispondono a una domanda anche innovativa di ospitalità e che potrebbero essere valutati relativamente ai seguenti elementi: nessuna nuova cubatura nelle volumetrie degli immobili adibiti a turismo; qualità delle ristrutturazioni in termini di materiali e impianti secondo i principi della bioedilizia e delle fonti rinnovabili (con indicatori inerenti i consumi di energia, acqua e suo riciclo, carta), oltre che dal punto di vista squisitamente estetico e delle comodità offerte; informazioni fornite a dipendenti, fornitori, comunità locale e turisti sui comportamenti corretti da tenere; aumento dei posti letto nella destinazione a seguito dell'avvio dell'esperienza nel corso degli ultimi tre anni; numero dei nuclei familiari coinvolti; elementi relativi alla sicurezza e il benessere del personale utilizzato; attività di informazione sul contesto socio-culturale della zona e suggerimenti per favorire la partecipazione degli ospiti alle attività sociali del territorio, ed infine la riqualificazione turistica della destinazione che se ne giova.
Riguardo gli organizzatori di viaggi il criterio sarà che il catalogo dell'offerta sia almeno per il 50% con proposte di turismo responsabile e sostenibile, sia per quanto riguarda gli aspetti ambientali che sociali ed economici e che tutto questo sia documentato nel catalogo di vendita (anche se solo on line), e che a questo 50% di offerta corrisponda almeno un altrettanto 50% del fatturato globale dell'impresa; che siano ampie ed estese le informazioni per i turisti riguardo il contesto socio-culturale della destinazione e a questo scopo che siano previsti gli incontri preparatori oltre che documentabili le attività di scambio culturale tra i turisti e gli abitanti della destinazione; che l'impresa sia coinvolta nello sviluppo dell'economia locale attraverso il finanziamento di progetti a latere delle attività organizzate, che i viaggi offerti garantiscano l'aumento dell'occupazione in loco, l'acquisto di prodotti locali, rapporti con fornitori del luogo ecc.

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Pubblicato in: Il Gist
tag : Vita Associativa
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