
| 28/04/2012 17:17:44 | |
| MADAGASCAR, ISOLA SEGRETA DELLA NATURA | |
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L'altra grande valenza del Madagascar è costituita dai suoi abitanti, che non provengono - come ci si potrebbe aspettare - dalla vicina Africa, bensì dalle lontane Indonesia e Malesia a bordo delle loro fragili canoe a bilanciere tuttora in uso. I caratteri somatici dei malgasci, divisi in 18 tribù, risultano assai indefinibili, mescolando su un substrato sudasiatico elementi indiani, arabi, africani ed europei, giunti questi ultimi solo nel 1500. Diciotto etnie ma quattro denominatori comuni: la lingua, con parole lunghissime, l'abbigliamento, un unico pareo per uomini e donne, il carattere, calmo e serafico, e la cultura che si basa sui tabù, il culto degli antenati, i sacrifici rituali, l'astrologia e la superstizione. Anche qui le curiosità non mancano: i Vezo, ad esempio, sono abili pescatori ma nomadi, che si spostano con le loro minuscole canoe a bilanciere lungo tutta la costa, vivendo sempre in villaggi provvisori. I primi immigrati, che introdussero i metalli, il baco da seta, maiali, polli e zebù, riso, cocco e agrumi, trovarono un'isola interamente ricoperta da vegetazione intonsa, un vero Giardino dell'Eden; oggi, con l'uso dissennato dell'agricoltura che brucia le foreste, almeno l' 80 per cento delle piante è scomparso e con esse anche gli animali; uno dei paesi ecologicamente più ricchi del pianeta, con essenze uniche, si sta trasformando in uno dei più poveri ed improduttivi, complice anche un folle sviluppo demografico: ogni donna malgascia genera non meno di sei figli. Il Madagascar dovrebbe fornire un'eloquente lezione di gestione del territorio. In un'isola tanto grande c'è ovviamente parecchio da vedere, con alcuni luoghi impedibili.. Si può partire da Fort Dauphin, nell'estremo sud-est, cittadina dal passato coloniale affacciata su una baia di notevole bellezza per le spiagge e l'esuberante vegetazione, comprendente palme, orchidee e buganvillee. A breve distanza si possono visitare la riserva di Berenty, lembo di foresta primaria dove si concentra un gran numero di lemuri, e il parco nazionale di Andoahela, vasto ecosistema di foreste e savane. Sul lato opposto dalla città portuale di Tulear si accede alla bella spiaggia di Anakao, base dei pescatori Vezo, i nomadi del mare, al parco nazionale di Tsimanampesotse, che oltre a lemuri,uccelli e tartarughe ospita possenti baobab e inconsuete piante grasse, e all'arboretum di Antsokay, per una visione dettagliata della flora malgascia. Puntando all'interno si raggiunge il Parco dell'Isalo, spettacolare massiccio di friabile roccia calcarea modellato dall'erosione in forme bizzarre: tra canyon, guglie e pinnacoli si celano rarità botaniche, lemuri e uccelli. Dopo aver iniziato la risalita graduale dell'altopiano centrale, si incontrano in successione Ambalavao, centro di produzione di una carta papiro con fiori secchi incorporati, l'antica città reale di Fianarantsoa, famosa per la produzione di tè, il Parco Ranomafana, colline coperte da foresta pluviale dove vivono 12 specie diverse di lemuri, felci, palme, orchidee, piante medicinali e carnivore e bambù giganti, Ambositra, centro artigianale del legno, e infine Antsirabè, cittadina termale famosa per la lavorazione di minerali e pietre preziose, prima di raggiungere la capitale Antananarivo, sede di un ricco mercato artigianale e di spezie.
L'operatore milanese "Adenium - Soluzioni di viaggio" (tel. 02 69 97 351, www.adeniumtravel.it), specializzato in turismo culturale, propone dal 22 giugno al 4 luglio 2012 un tour di 13 giorni alla scoperta dell'isola continente. Partenze con voli di linea da Milano e Roma via Parigi, pernottamenti in hotel a 3 e 4 stelle e in eco-lodge con pensione completa, accompagnatrice dall'Italia, assicurazione, quote da 3.800 euro in doppia.
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